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Da Hollywood a Simaxis: l'attore che creó un campo profughi


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Paese

Dati Generali
Il paese di Simaxis
Simaxis è un Comune della provincia di Oristano. È posto a 17 metri sul livello del mare. Conta 2189 abitanti. Dista 9 km da Oristano. Una leggenda vuole che l´abitato sia così denominato perchè paese natale di San Simaco. Ma tale origine non è assolutamente documentata e probabilmente nasce solo dalla somiglianza dei due nomi: Simaco e Simaxis.
Il territorio di Simaxis
Altitudine: 7/61 m
Superficie: 27,77 Kmq
Popolazione: 2157
Maschi: 1080 - Femmine: 1077
Numero di famiglie: 742
Densità di abitanti: 77,67 per Kmq
Farmacia: via S. Simaco, 188 - tel. 0783 405170
Guardia medica: via Brancaleone Doria, 4 - tel. 0783 405201
Carabinieri: via Mameli, 20 - tel. 0783 405122

Storia

SANVERO-CONGIUS [San Vero Congius], villaggio della Sardegna, nella provincia di Busachi e prefettura di Oristano, divisione di Nuoro, compreso nel mandamento di Siamaggiore e nell’antica curatoria del campidano di Siamaggiore nel regno di Arborea.

Secondo l’antica pronunzia dovrebbesi dire s. Aèro, come trovasi notato nelle antiche carte.

Essendovi un altro comune di pari denominazione, si aggiunge a questo per distinzione il cognome di Congius, che fu probabilmente un paese prossimo; come all’altro quello di Milis.

Di questo paese è menzione nell’anno 1587, quando i comuni del campidano di Siamaggiore deputarono un sindaco per intervenire nella pace della regina Leonora col governo aragonese. Non ha però l’aggiunta distintiva di Congius, che adesso è in uso.

La sua posizione geografica è nella latitudine 39°, 57', nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0°, 34', 10".

Quest’abitato infelicemente situato trovasi sopra un piccol poggio presso i confini orientali del campidano arborese tra il fiume Tirso e il suo ultimo confluente di sinistra, il rio di villa Olbana, in sulla riva a ponente-maestro d’una palude, lunga poco meno d’un miglio e larga un terzo, che riempiesi dell’inondazione del fiume e delle alluvioni del monte Griguini, la cui gran massa comincia a elevarsi alla distanza di circa due miglia tra il greco e l’ostro-scirocco.

Da questo può dedursi quanta sia l’umidità, che dee patirsi in quel sito, quanto frequente la nebbia, quanto l’aria malsana, sebbene il luogo sia ventilato a tutte le altre parti, nelle quali si stende il gran piano arborese.

Per siffatti inconvenienti e per le fatali conseguenze dei medesimi la popolazione non ha potuto mai crescere, e non crescerà, se non si trasporti in luogo meno insalubre, che si può scegliere non molto lungi, alla falda della suddetta montagna; il che può farsi senza gran perdita, costando pochissimo le fabbriche di quelle casupole.

Il prosciugamento e coltura della palude ha diminuito la insalubrità; ma anche dopo tale diminuzione essa rimane in tale grado, che giovi di emigrare, e rimangono gli incomodi di una grande umidità, e di trovarsi isolati e impediti nella comunicazione con gli altri paesi restando cinti dall’innondazione, senza far ragione del difetto d’acqua potabile, dell’intollerabile molestia delle zanzare e dell’eterno gracidamento delle rane nelle notti estive ed autunnali.

Il territorio di Sanvero-Congius è parte sul piano, parte nella montagna, dove estendesi tra quello di Ullastra, o Ugiastra e di Siapiccia.

Nel piano si trovano frequenti i pantani e le paludette; nella parte montana sono alcune fonti, e vi ha del bosco e del selvaggiume, daini, cinghiali e qualche cervo; nella falda lepri, volpi, pernici, colombi, piche ec. Aggiungi gli uccelli acquatici, che nuotano sulle acque, e che si prendono in gran numero.

Popolazione. Gli abitanti di questo sito paludoso si numerarono ne’ censimenti dal 1824 al 34 come qui notasi: 189-195-198-196-204-195-201-208-212-215. Nel 1839 erano ridotti ad anime 146. L’attuale numero non sorpassa le due centinaja: le famiglie sono 50.

A dispetto di tante cause morbifiche quelli che vivono sono robusti e rare volte hanno alterata la loro salute. Le malattie comuni sono infiammazioni di petto e le febbri perniciose e periodiche. La mortalità è più frequente nella prima età per la poca cura che si ha de’ piccoli.

Non v’ha alcuna istruzione primaria, perchè nessuno si curò di mandare i figli alla scuola.

Due o tre soli appena sapranno far altro mestiere, che l’agricoltura.

Agricoltura. Le terre di questo comune sarebbero sufficienti a una popolazione dieci volte maggiore, e produrrebbero assai se si adattasse la coltura alla diversa natura de’ siti. Vi sono infatti regioni ottime per i cereali, per il lino e la canapa, per gli orti, le viti, e per i fruttiferi.

Restano aperte più di 3000 giornate, chiuse per seminarvi e pascolarvi 66, vigneti 20.

La quantità solita seminarsi è di star. 180 di grano, 80 d’orzo, 60 di fave, 15 di legumi, 90 di lino e canapa.

L’ordinaria fruttificazione è del 12 per i cereali, spesso è minore per causa delle inondazioni che fanno marcire le radici.

I fruttiferi sono in poco numero. La prosperità degli olivi e la copia del frutto non ha potuto ancora persuadere i coloni a estenderne la coltura.

Pastorizia. Il bestiame manso componesi di 60 buoi per i lavori agrari e per il carreggio, 16 cavalli, 40 giumenti, 20 majali, il rude di vacche 30, cavalle 25, pecore 4000.

La suindicata palude di Sanvero, che si prosciugò, rendeva all’agricoltura un’area di circa 300 giornate di ottimo terreno. Il marchese di Valverde che fece eseguire il prosciugamento la cinse di un canale per lo sgorgo e scolo delle acque, e di un argine per ripararla dalle inondazioni del Tirso, e come veramente la ripara nel caso, che la ridondanza del fiume non sia troppo copiosa.

In tanta estensione di terreno si coltivano cereali con molto utile, e alcune specie di fruttiferi, tra i quali sono a notare gli olivi; e si hanno prati artificiali, dove tagliasi ottimo fieno, che serve al nutrimento del bestiame per il poco tempo, che manchi il pascolo fresco.

Si nutrono in questa gran cascina, che tale merita-mente si può appellare, circa 80 vacche sarde, che fecondate da tori dell’alta Italia danno feti di razza migliore, e molta copia di latte, dal quale in tutto l’anno estraesi un ottimo butirro, e si fanno de’ formaggi molto migliori, che gli altri comuni, e che diverranno poi migliori, quando si adottino procedimenti di arte più saggia.

La casa signorile è piuttosto piccola, quanto basta per il solo padrone, quando va a visitare il predio.

La casa rustica è grande, composta di molti membri con stalle, camere di lavoro ecc.

È questo dopo lo stabilimento agrario d’Orri, del quale abbiamo parlato, l’altro che meriti considerazione, e che possa servire d’esempio agli altri grandi proprietarii, principalmente agli ex-feudatarii, che possiedono latifondi. Ma pare che questi non abbiano ancora acquistato molta intelligenza sopra i veri loro interessi, epperò, mentre ne hanno tutti i comodi, non hanno saputo ancora ampliare le loro fortune, e si può temere che le loro famiglie decadano a quella mediocrità, in cui erano, quando riscuotevano i diritti feudali, e sono ancora al giorno d’oggi, che invece di quei diritti ricevono dall’erario quel reddito che in altri tempi pagavasi parte in natura, parte in moneta da’ loro vassalli.

Dista Sanvero-Congius da Ullastra miglia 1 verso greco-levante; da Cerfalliu verso tramontana 3/4 traversando il Tirso; da Solorossa miglia 1 1/2 verso po-nente-maestro guadando parimente detto fiume; da Simagis 1 1/4 verso ostro-libeccio; da Oristano 6 verso ponente-libeccio.

Religione. Sanvero-Congius è compreso nella giurisdizione dell’arcivescovo di Oristano, ed è amministrato nelle cose spirituali da un prete, che ha il titolo di provicario.

La parrocchiale ha per titolare s. Nicolao, vescovo di Mira, del quale si celebra la festa addì 6 dicembre senza pompa, nè concorso.

È di antica struttura ed ha prossimo il cemiterio, ov’era un’antichissima cappella, denominata dal Salvatore, che perchè indecente a ufficiarvi si restò interdetta.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Simaxis
Ultima domenica di Gennaio: San Simmaco Papa, festa del santo patrono – San Simmaco nacque a Simaxis e fu proclamato Papa nel 498. Nel paese, in questa data, si festeggia l’anniversario della sua nascita.
Maggio: Sant' Isidoro, festa del patrono dei contadini - Si festeggia con processione accompagnata da gruppi folk in costume, carri addobbati e corsa a pariglie
13 Giugno: Sant'Antonio da Padova
19 Luglio: San Simmaco Papa - Si celebra l’anniversario della morte, avvenuta a Roma nel 514. Oltre ai riti religiosi si organizzano manifestazioni culturali, sportive e di intrattenimento
Ultimo lunedì di Settembre: Santa Vitalia - Riti religiosi e festeggiamenti civili
Ottobre/Novembre: Sagra del Riso